(Dipinto di Ciro Morrone)
"Da
dove vengo, dove mi hai trovato?"
domanda il
neonato alla mamma.
Lei piange e
ride ad un tempo e, stringendo il bimbo al petto,
gli
risponde:
"Tesoro
mio, eri nascosto nel mio cuore, eri il suo desiderio.
Eri nelle
bambole della mia infanzia quando, ogni mattina, modellavo nell'argilla
l'immagine del mio Dio, eri tu che facevo e rifacevo.
Tu eri
sull'altare con la divinità del nostro focolare; adorandola, adoravo te.
In tutte le
mie speranze, in tutti i miei amori, nella mia vita, in quella di mia madre,
sei tu che hai vissuto.
Lo spirito
immortale che protegge il nostro focolare ti coccola sul suo seno dalla notte
dei tempi.
Nella mia
infanzia, quando il cuore apriva i suoi petali, tu lo avviluppavi, come un
profumo inebriante.
La tua
delicata freschezza vellutava le mie giovani membra come il riflesso della
rugiada che precede l'aurora.
Tu, piccolo
del cielo, che hai preso per sorella gemella la luce del primo mattino, tu sei
stato portato dalle onde della vita universale che ti ha infine posato sul mio
cuore.
Mentre
contemplo il tuo viso, il mistero mi inghiotte; tu che appartieni a tutti mi
sei stato donato!
Per paura
che mi scappi, ti tengo stretto al cuore.
Quale magia
il tesoro del mondo ha consegnato nelle mie fragili braccia?"
-
Rabindranath Tagore -

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